Un pallone di speranza
- Roma (Italia), maggio 2005
realizzata dagli studenti delle classi II L e III I della Scuola Media Statale "Cecilio II" di Roma

· Tema e soggetto

L'opera vuole rappresentare le diverse situazioni vissute dai giovani nel mondo, i coetanei degli autori della tela.

Nella parte destra il bambino è felice: può andare a scuola, indossare bei vestiti, giocare e vivere in un ambiente sano e sereno. Tutto ciò aiuta la sua crescita e gli permette di sviluppare una propria identità. L'arcobaleno, oltre a richiamare il valore universale della pace, avvolge tutto lo spazio con colori vivi e accesi, che si rispecchiano nel cielo sereno e nel prato fiorito.

L'altra metà dell'opera, invece, rappresenta la situazione dei bambini sfruttati nelle miniere, costretti a lavorare per sopravvivere. I vestiti sono strappati ed il capo è privo di volto, per rappresentare come questa situazione, che nega loro il diritto all'infanzia, li privi anche della loro identità. L'arcobaleno è stato sostituito da una catena, che avvolge ed imprigiona i bambini nella loro condizione di miseria e sfruttamento. Sono predominanti le tinte scure, comunque in contrasto con parte dei muri della miniera ed il terreno, in grigio chiaro, per sottolineare come il problema sia evidente, benché raramente se ne parli.

Ad unire le due realtà è una palla colorata, lanciata dai bambini liberi ai loro coetanei sfruttati in segno di aiuto e fonte di speranza.

Gli studenti delle classi II L e III I della Scuola Media Statale "Cecilio II" di Roma
 

· Progetto                                 >> SCREAM: vorrei gridare al mondo - Roma 2005

· Partecipanti

Coordinatore del progetto
Alberto Filippone

Realizzata dagli studenti delle classi II L e III I della Scuola Media Statale "Cecilio II" di Roma nell'ambito del progetto "SCREAM: vorrei gridare al mondo".