I cinque sensi
- Roma (Italia), maggio 2005
realizzata dagli studenti del Liceo Scientifico "Cavanis" di Roma

· Tema e soggetto

La parte del progetto SCREAM riguardante le tela ha visto la collaborazione dei ragazzi del IV e del V liceo Cavanis.
Lo spazio a nostra disposizione è stato suddiviso in due parti contraddistinte da mattoni agli estremi e diagonalmente da una catena. Abbiamo voluto trattare l’argomento del lavoro minorile in miniera utilizzando il linguaggio dei simboli.

Il tema del nostro operato riguarda i cinque sensi. Vi è una contrapposizione fra ciò che viene percepito all’interno della miniera e ciò che c’è all’esterno. Nella parte superiore della tela abbiamo voluto rappresentare la libertà dei sensi; infatti sono stati disegnati dei grandi occhi verdi che esprimono felicità; una bocca che sorride, l’orecchio che, trovandosi all’esterno, riesce a percepire i suoni della musica; il naso che può godere dei profumi della natura e una mano aperta che simboleggia la capacità di poter decidere serenamente. Tutto ciò è stato circondato da altre immagini simboli di spensieratezza, come l’altalena che rappresenta la gioia di essere liberi; il trenino che, correndo lontano, è simbolo di un futuro certo; la palla che richiama il gioco e il divertirsi insieme; il fiore che rimanda a una gioventù felice; un libro, che ci dà l’idea sia dell’istruzione che i bambini in miniera non possono ricevere sia delle fiabe che le madri dei bambini non sfruttati raccontano amorevolmente ai loro figli; infine le note musicali che simboleggiano i soavi suoni che giungono all’orecchio. In questa parte della tela ciò che spicca maggiormente è lo sfondo: sono stati usati colori vivaci per rappresentare un arcobaleno che in sé racchiude tutto ciò che abbiamo voluto esprimere con i cinque sensi. Si noti come i fasci di luce si vadano a restringere sempre di più in prossimità dei mattoni, dove vi è l’ingresso della miniera in cui tutta la felicità precedentemente descritta si annulla.

Nella parte inferiore della tela sono stati rappresentati i sensi in miniera. Ci sono due occhi chiusi che non possono vedere le bellezze del mondo; una bocca stretta in un urlo che però nessuno può sentire; le mani legate, simbolo di prigionia, sofferenti per il duro lavoro che sono costrette a sopportare, malgrado la loro fragilità ; l’orecchio che non può percepire i suoni se non l’incessante battito degli attrezzi da lavoro.
Il naso è lontano dai profumi ed è costretto al fumo acre della miniera: infatti si trova vicino a un fiore appassito. Simboli legati strettamente al lavoro in miniera; sono la lanterna e la carriola riempita di mattoni. Lo sfondo totalmente nero simboleggia la tristezza che si cela nei cuori dei bambini, che non possono gioire dei colori splendenti dell’arcobaleno. Alle due estremità della tela abbiamo voluto rappresentare una mano: nella parte superiore sta a significare che tutto ciò che si trova in questa sezione porta alla felicità, mentre in quella inferiore sta ad indicare la voglia di voler cancellare quella realtà brutale che costringe i bambini ad abbandonare il gioco spensierato.

Gli studenti delle classi IV e V del Liceo Scientifico "Cavanis" di Roma
 

· Progetto                                 >> SCREAM: vorrei gridare al mondo - Roma 2005

· Partecipanti

Coordinatore del progetto
Alberto Filippone

Realizzata dagli studenti delle classi IV e V del Liceo Scientifico "Cavanis" di Roma nell'ambito del progetto "SCREAM: vorrei gridare al mondo".